Visita guidata Abbazia Ognissanti di Cuti

a Valenzano (BA)

VISITA GUIDATA

Presso l’Abbazia di Ognissanti di Cuti a Valenzano

Domenica 19 Novembre. Ore 10,00

 

L’antica scienza dei numeri ci istruisce che il 3 è il simbolo numerico della perfezione e dell’equilibrio. Esso, in quanto numero primo, decreta la chiusura perfetta e compiuta di un ciclo diadico: il primo della serie infinita dei cicli numerici. Al 5, al 7 ed al 9, prima potenza del 3, è demandata l’analoga funzione di completare i cicli successivi, per ricondurre ciò che è duale all’originaria compiutezza dell’UNO.

Questa superlativa funzione del 3 di ripristinare l’equilibrio e di completare l’incompiuto, viene attestata dal significato simbolico ad esso attribuito da molteplici tradizioni sacre. I saggi Druidi celti vi intravvidero la triplice manifestazione della suprema divinità nei suoi tre attributi fondamentali: Forza, Saggezza ed Amore. La Grande Triade cinese colloca l’Uomo al centro del mondo, laddove Cielo e Terra costituiscono le due realtà entro le quali assolve alla sua funzione di mediatore cosmico. Su di un superiore piano dell’Essere, analoga funzione viene assegnata al Figlio nel contesto della Trinità cristiana che, assunta nella sua valenza esoterica, identifica gli altri due vertici del Sacro Triangolo, con il Padre e con la Sophia, la Santa Sapienza, complemento femminile della Divinità, teologicamente dissimulata nelle sembianze dello Spirito Santo. Identico schema triadico viene ricalcato dalla Trimurti della tradizione sacra indù, che venera l’Assoluto manifestato nel suo aspetto creatore (Brahma), nel suo aspetto preservatore (Vishnu) e nel suo aspetto distruttore (Shiva). Se dal versante sacro ci si sposta in ambito squisitamente mitologico, particolare risalto viene accordato al numero 3 dal mito greco delle 3 Parche, delle 3 Furie e delle 3 Grazie. E non sarebbe affatto arbitrario supporre che lo stesso Dante abbia potuto attingere a siffatte fonti eminenti, la vena ispiratrice della sua Commedia, le cui fondamenta compositive si sostengono sul numero 3. Ternaria è la ripartizione dei versi della Commedia; 3 sono le Cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso); 3 sono le Guide che lo conducono nell’Oltretomba (Virgilio, Beatrice e Bernardo); 3 sono le prime creature animali in cui s’imbatte all’inizio del suo viaggio oltremondano; 3×3=9 sono i gironi infernali; 3×3=9 sono i cieli paradisiaci, ecc.

Ma non occorre ascendere a così eccelse vette spirituali, per contemplare il fitto e cospicuo assieme di corrispondenze triadiche di cui è pervasa la creazione, poiché la nostra stessa esistenza di esseri terrestri è quotidianamente improntata al 3, dovendosi dispiegare all’interno dello spazio a 3 dimensioni, ove tutto, ineluttabilmente, deve possedere una larghezza, una lunghezza ed un’altezza. E non solo lo spazio fisico tridimensionale, ma la stessa essenza umana è articolata secondo modalità triadica. L’uomo, considerato nella sua compagine integrale, è strutturalmente costituito di 3 parti: Corpo, Anima e Spirito. E nell’ambito di ogni singola parte, la scienza spirituale è in grado di distinguere un’ulteriore tripartizione costitutiva. Alla luce dell’indagine sovrasensibile, Corpo, Anima e Spirito umani, non sono da intendersi come entità monadiche, bensì triarticolate. Ragion per cui non ha senso parlare di Corpo, di Anima e di Spirito, bensì di Triplice Entità Corporea, di Triplice Entità Animica e di Triplice Entità Spirituale.

Queste conoscenze, ormai quasi del tutto sepolte ed obliate sotto le macerie del tempo, continuano, tuttavia, a parlarci attraverso il linguaggio simbolico dell’architettura sacra, retaggio sapienziale sopravvissuto al naufragio delle antiche conoscenze, grazie all’opera degli Adepti dell’Ars Muratoria che ce lo hanno tramandato nei secoli. Le monumentali testimonianze delle misteriose corrispondenze triadiche intercorrenti fra l’essere umano e le sacre vestigia del passato quali cattedrali, basiliche, abbazie e monasteri, perpetuano nei secoli la segreta simbiosi fra il tempio umano dello Spirito ed i suoi simulacri il pietra, edificati dall’antica Scienza dei Magistri Lapidices.

Non fa eccezione quel gioiello di pietra viva, “viva” in tutti i sensi, incastonato nell’agreste ordito di Ognissanti di Cuti, situata nell’agro di Valenzano. La sua evidente struttura triforme allude in maniera visibile alle anzidette corrispondenze triadiche. Meno visibili ed evidenti sono, invece, gli elementi gelosamente custoditi, diremmo quasi nascosti, negli anfratti del manufatto, che sussurrano all’intendimento dell’avventore distratto i segreti messaggi discretamente trapelanti dalle sue mura silenti. Dare voce a quelle mura per scoprire quanto avrebbero da rivelarci, sarà il compito della visita guidata che Vi condurrà a scoprirne i segreti.


Precederanno due conferenze di presentazione:

Venerdi 17 novembre 2017, alle ore 17:30 presso la Libreria Roma, piazza Aldo Moro 13 Bari


Sabato 18 novembre 2017, alle ore 17:30 presso il Centro Castalia di Via Napoli, 329/L (nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso Fiore).