I 5 esercizi fondamentali

SEMINARIO SOLARE ASSOCIAZIONE CASTALIA

 I 5 esercizi fondamentali. – incontro del 10 giugno 2017

Care Amiche, cari Amici,

i nostri ultimi quattro incontri hanno avuto come scopo principale, quello di fornirci un’idea, il più possibile comprensibile, del mondo in cui si entra quando ci si dedica con impegno e perseveranza alla pratica dello sviluppo spirituale. Gli esercizi di concentrazione e di meditazione di cui consiste questa pratica, creano nella nostra interiorità le condizioni più favorevoli all’accesso nelle prime regioni del mondo sovrasensibile che si estende oltre la soglia della dimensione fisico sensibile, in cui ordinariamente conduciamo la nostra esistenza terrestre. Di queste prime regioni sovrasensibili, come abbiamo visto, consiste il mondo immaginativo ed elementare. Di questo mondo, degli esseri che lo abitano e che ci si deve attendere di incontrare quando vi si penetra, si è tentato di formulare una descrizione sia pur approssimativa ed adeguata alle nostre facoltà cognitive. Dopo questa prolungata, ma indispensabile digressione, culminata nella visione del film “Holocaust 2000”, dal prossimo incontro sarà il caso di tornare ad occuparci da vicino delle metodologie di sviluppo spirituale. E ci si tornerà esaminando dettagliatamente quelli che devono essere considerati i 5 esercizi interiori fondamentali della pratica spirituale.

In via preliminare e prima di affrontarne il contenuto in maniera sistematica nel nostro prossimo incontro, occorre precisare che questi esercizi interiori hanno lo scopo principale di preparare la nostra anima ad intraprendere in maniera equilibrata, matura, assennata e responsabile le esperienze che ci si deve attendere di affrontare quando si abbandona il piano fisico terrestre e ci si avventura in altre dimensioni di esistenza. Essi consistono in una particolare educazione del pensiero, del sentimento e della volontà tale da abituarli ad un modo di essere che, solitamente, nella vita di tutti i giorni non assumono mai o quasi mai. Ricorderete che, spesso, si è posto l’accento sulla fondamentale importanza che riveste, nella pratica dello sviluppo spirituale, un’attitudine dell’anima ad assumere l’attiva e consapevole padronanza delle proprie facoltà. Solitamente, nella vita di tutti i giorni, le facoltà della nostra anima, il nostro pensiero, il nostro sentimento e la nostra volontà, si limitano ad esercitare la funzione di passivi ricettacoli di esperienze imposte dal mondo esteriore che ci circonda. Gli eventi, i fenomeni, le vicende materiali che si svolgono al nostro cospetto e che vengono percepiti dai nostri sensi, suscitano in noi determinate rappresentazioni psichiche ad essi più o meno fedeli. Queste formulazioni mentali destano sensazioni, emozioni e sentimenti di piacere o di dispiacere ai quali la nostra volontà risponde e reagisce con decisioni che si traducono in azioni conseguenti. Tutto questo processo interiore, nella stragrande maggioranza dei casi, segue un decorso quasi automatico e rare sono le occasioni in cui ci si relaziona con il fluire degli eventi esterni, disponendo di un elevato livello di consapevolezza. Gli avvenimenti del mondo esteriore si impongono all’attenzione delle facoltà della nostra anima, in maniera perentoria ed assoluta e non concedendo loro alcun margine di iniziativa e di vera ed autentica autonomia. Ragion per cui, la nostra anima trascorre la maggior parte del tempo terrestre concessole in un corpo fisico, a constatare, sentire e reagire al flusso delle percezioni e degli stimoli sensoriali provenienti dal mondo esterno, prendendone solo atto.

Ebbene, i 5 esercizi fondamentali che ci apprestiamo ad esaminare nel nostro prossimo appuntamento, mirano a restituire all’anima l’iniziativa e l’autonomia che durante la vita ordinaria abitualmente non esercita, pressata com’è dalle impellenze e dalle urgenze materiali legate alla sopravvivenza in un corpo fisico. Le viene offerta un’opportunità che il vivere secondo necessità materiale le concede poco o le nega del tutto: quella di un pensare, di un sentire e di un volere, non più dettati da fattori esterni ad essa, ma scaturenti da un’attività autonoma che parte da essa e ad essa strettamente inerisce. Questa insolita modalità di esistenza alla quale l’anima non è abituata, non solo le restituisce un ruolo da protagonista, ma sviluppa in essa la capacità di pensare, di sentire e di volere autonomamente, a prescindere dal contesto in cui si trova ad esistere. Il continuo esercizio ad un pensiero, ad un sentimento e ad una volontà non più vincolati e condizionati dall’ambiente circostante, mette al riparo da giudizi e valutazioni errate in merito alle esperienze con cui ci si confronta, nelle diverse dimensioni in cui le si sperimenta.

Cerco di spiegarmi meglio, prendendo a riferimento la sola facoltà del pensiero.

Fino a quando l’anima umana è incarnata in un corpo fisico e svolge la sua esistenza nel mondo tridimensionale terrestre, può permettersi la licenza di concepire pensieri e rappresentazioni della realtà circostante completamente sbagliati e per niente conformi a quella realtà. Il persistente errore di pensiero con il quale convive, potrebbe non pregiudicare affatto la sua integrità ed il normale decorso della sua esistenza, perché sarà la realtà stessa ad incaricarsi di smentirlo con la forza e l’obiettività del dato di fatto oggettivo. Successivamente, sarà affidato al libero discernimento dell’anima, correggere il suo errore di pensiero o di persistervi. Ma di sicuro, questo non influenzerà minimamente la sua condizione esistenziale sulla terra, anzi, in alcuni casi, potrebbe addirittura deporre a suo profitto.

Nella realtà materiale esseri ed oggetti continuano ad essere quello che sono sempre stati, nonostante gli errori di giudizio espressi in merito ad essi. Diversamente stanno le cose quando l’anima si congeda dalla dimensione fisico-sensibile. Quando l’anima transita in un’altra dimensione in cui, come nel caso del mondo immaginativo, il potere creatore del pensiero, ha la capacità di plasmare forme, di incidere sulla sostanza eterica e di concepirvi esseri che sono conformi alla sua natura, ecco che lì l’errore e la menzogna condizionano pesantemente la qualità della sua esistenza, talora con risvolti fatali. In quella dimensione, viene a mancare l’oggettività delle realtà terrestri che corregge l’errore di pensiero e quello stesso errore si ripercuote nell’ambiente circostante alterandone gli assetti ed imprimendovi il suo marchio fallace. In quella realtà, è di vitale importanza che l’anima umana sia addestrata ad un’attività di pensiero capace di un elevato grado di obiettività e di veridicità. Solo così viene scongiurata la temibile evenienza di precipitare nella confusione e nel marasma mentale, quando si abbandona il piano fisico terrestre.

A questa eminente modalità di pensiero ci si addestra praticando il primo dei 5 esercizi fondamentali. In questo frangente ci siamo limitati a considerare soltanto una delle facoltà dell’anima umana: quella del pensiero. Ma identico discorso vale anche per le altre facoltà, alle quali si applicano gli altri esercizi fondamentali, che costituiranno il tema conduttore del nostro prossimo incontro di

Sabato 10 Giugno, alle ore 17,00 presso il Centro di Via Napoli, 329/L (nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso Fiore).

Nell’attendervi numerosi e partecipi, Vi abbraccia affettuosamente il Vs. Michele.