Repetita iuvant

Repetita iuvant.

Care Amiche, cari Amici,

un insegnamento pregno di saggezza è sottinteso nel motto latino che
sentenzia: “repetita iuvant”; che tradotto in italiano significa “ciò che
viene ripetuto aiuta o giova”. Questo consiglio degli antichi latini si
dimostra proficuo e fecondo in molteplici campi di applicazione. E fra la
pluralità di esempi che possono essere menzionati a questo riguardo, vale
appena la pena di ricordare l’esortazione a ripetere con infaticabile
perseveranza e con ritmo quotidiano la pratica della concentrazione e della
meditazione. Perché sono proprio gli abbondanti frutti spirituali maturati
dalla ritmizzazione del gesto meditativo a dimostrare la suprema saggezza
racchiusa nel “repetita iuvant”.

Ma vi è da chiedersi: fatto salvo il contesto della spiritualità, nel quale
il ripetere gioverà pure a qualcosa, quale elemento di saggezza intravvedere
nella tediosa ripetitività di un qualsiasi altro atto profano che “sembra”
sempre uguale a sé stesso? La risposta al quesito è implicita proprio a quel
“sembra” messo tra virgolette, poiché solo ad un esame superficiale e
sbrigativo appare identico ciò che viene reiterato nel tempo. Ad un’analisi
più accurata e diligente risulta, invece, che la reiterazione di una
situazione suscita esperienze interiori sempre nuove e diverse tra loro. E,
si badi bene, che la variabilità di ciò che si sperimenta interiormente è
tanto più accentuata, per quanto più la ripetizione concerne contenuti di
ordine spirituale. Si potrebbero condividere, ad esempio, decine di incontri
sul tema delle vicissitudini dell’anima dopo la morte, ma nessuno di essi
susciterebbe nell’anima di chi vi assiste le stesse identiche esperienze
interiori. Il ripassare in rassegna idee di questo genere, già condivise
anzitempo in un’adunanza di coscienze assorte, assomiglia tanto alla
rivisitazione di una galleria di opere d’arte o al ritorno presso un
medesimo scorcio di natura in stagioni differenti: ci si accorge sempre di
qualcosa che ci era sfuggito e che si presenta al cospetto del nostro
spirito con sembianze inedite.

Matura nel contesto di quest’ordine d’idee, care Amiche e cari Amici, la
decisione di riproporre alla meditazione di chi era presente al nostro
ultimo incontro, il tema delle “Interazioni fra corpo fisico, corpo eterico
e corpo astrale”. Per una parte consistente di Voi, non si tratterà affatto
di un “repetita iuvant”, reduci dal malanno di stagione che, anche
quest’anno, puntualmente, le multinazionali farmaceutiche hanno dispensato a
profitto degli affari loro. Non lo sarà neanche per coloro che nel periodo
delle festività natalizie hanno veleggiato verso altre agognate sponde. Sta
di fatto che questi due fattori hanno concorso pesantemente alle numerose
assenze al nostro ultimo appuntamento i cui contenuti, per l’estrema
importanza che rivestono, non possono essere né dispersi, né ignorati.

Ragion per cui, a prescindere dalle motivazioni che ne inducono la scelta,
sarà il caso di affidarci fiduciosi alla saggezza che trasuda dalla sentenza
degli antichi latini, per ritrovarci ancora una volta a ricomporre la magica
armonia di un incontro umano, i prossimi:


Venerdì, 12 Gennaio 2018 alle ore 17,30 presso Libreria Roma, in Piazza
Moro, 13 (di fronte alla Stazione Centrale).


Sabato 13 Gennaio 2018, alle ore 17,00 presso il Centro di Via Napoli, 329/L
(nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso
Fiore).


Possano le nostre anime varcare con fiduciosa aspettativa e nello stato di
grazia, la soglia del nuovo anno.

Vs. Michele.