Il mosaico di Otranto

Miniera di simboli e summa di sapienza medioevale

Attilio Castonuovo in preparazione alla visita dei soci ad Otranto

I tre grandi alberi musici che si estendono, con fitte ramificazioni, nelle navate della cattedrale di Otranto, popolati da una stupefacente moltitudine di creature, sono una tra le più maestose testimonianze della cultura simbolica ed esoterica medioevale.
Dal ciclo bretone alla kabballah ebraiche, dalle storie di Alessandro a quelle di Artù, dai riti pagani ai racconti biblici, dalla mistica islamica alle saghe norrene, in quell’immenso intreccio di storie e di figure si incontrano le più preziose tradizioni sapienziali del nord e del sud dell’Europa e di entrambe le sponde del Mediterraneo per narrarci un’unica grande storia: quella della salvezza e della purificazione dell’Anima umana attraverso il percorso iniziatico che conduce dalle tenebre alla luce e dalla dualità alla coniunctio oppositorum.
In preparazione al viaggio del 24 e 25 marzo prossimi, Attilio Castronuovo ci condurrà ad esplorare il ricchissimo significato simbolico di questa straordinaria opera d’arte romanica pugliese.


Venerdi 23 marzo alle ore 17,30 presso il Centro di Via Napoli, 329/L (nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso Fiore).


L’ingresso è libero e la presenza è indispensabile per chi parteciperà al viaggio