Il risveglio del Chakra

del plesso laringeo

Il risveglio del Chakra del plesso laringeo.

Care Amiche, cari Amici,

nei precedenti quattro incontri che hanno introdotto il ciclo in corso,
abbiamo condiviso insieme lo studio degli organi del Corpo Astrale. Ne
abbiamo esaminato la struttura e la configurazione, la dislocazione nel
contesto della compagine corporea, le principali funzioni che sono chiamati
ad assolvere in questa compagine, le qualità salienti di cui sono dotati, le
facoltà extranormali che essi ridestano quando entrano in stato attivo ed il
ruolo che rivestono nell’ambito delle interazioni reciprocamente scambiate
con il Corpo Vitale o Eterico. Infine, nel nostro ultimo incontro abbiamo
passato in rassegna le differenze più significative che intercorrono fra di
essi e gli organi sensoriali del Corpo Fisico Materiale.

Tutta questa materia è stata sviscerata al titolo di un iniziale
inquadramento generale degli organi del Corpo Astrale, finalizzato ad
acquisire il corredo di cognizioni minimo indispensabile ad indirizzarsi
alla corretta comprensione delle metodologie da praticare per il loro
risveglio. In questa prima parte del nostro itinerario alla scoperta dei
Chakra, spesso ci siamo richiamati ad un concetto basilare, un paradigma di
orientamento che ci ha costantemente guidati: su ciò che è composto di
sostanza animica, come è il caso dei Chakra, si può agire solo con strumenti
di natura animica e non con altro.

A partire dal prossimo incontro, entreremo nel vivo dell’argomento a cui è
dedicato il ciclo in corso, poiché avremo modo di verificare in termini
concreti, che cosa significhi realmente lavorare sui Chakra. Vedremo,
infatti, come quel che sembra un puro postulato teorico, trovi una sua
specifica applicazione pratica proprio nelle metodologie di rianimazione di
ogni singolo Chakra, fondate sull’esercizio di determinati atteggiamenti e
disposizioni interiori, sull’educazione di precise facoltà dell’anima e sul
controllo consapevole di percezioni, pensieri, sentimenti ed intenzioni di
cui, nella vita quotidiana, non siamo completamente padroni e che
solitamente si traducono in involontari automatismi mentali. Sono questi gli
strumenti ed i metodi di natura animica con cui si lavora sui Chakra.

Cominceremo con l’esaminare le discipline di risveglio dell’organo astrale
del plesso laringeo, il Fiore di Loto a 16 petali, designato dalle dottrine
sapienziali indiane con la denominazione sanscrita di Vishudda-Chakra. La
scelta di iniziare da questo Chakra non è dettata dall’intenzione di
tralasciare gli altri due che lo sovrastano, vale a dire il Fiore di Loto a
1000 petali situato alla sommità del capo ed il Fiore di Loto a 2 petali
della regione frontale. Non è per trascuratezza che viene operata una tale
scelta, poiché del Chakra della regione frontale ci occuperemo quando, a
tempo debito, approfondiremo le metodologie di sviluppo del Corpo Vitale o
Eterico. Quanto all’altro centro astrale, al Sahasrara-Chakra della
fontanella cranica, ci basti solo apprendere, a titolo di fugace accenno,
che esso rientra nella sfera della Triplice Entità Spirituale dell’uomo.
Nell’attuale stadio di evoluzione dell’uomo, questa sfera non fa parte
integrante della sua compagine, ma lo sovrasta da mondi superiori, come
potenzialità in attesa di realizzazione. Tuttavia, essa è suscettibile di
essere compresa all’interno della compagine umana, nella misura in cui i tre
corpi Astrale, Eterico e Fisico, come abbiamo visto nel ciclo di incontri
tenuto lo scorso anno sull’anatomia dell’Uomo Sovrasensibile, si
spiritualizzano a seguito di una disciplina di sviluppo interiore governata
dall’Io Superiore Autocosciente. Alle modalità con cui siffatto processo di
spiritualizzazione si svolge, dovrebbero essere riservate delle
considerazioni che esulano da questo contesto.

Ritornando, invece, all’argomento che condivideremo nel prossimo incontro,
mi preme solo anticipare alle Amiche ed agli Amici seguaci della dottrina
buddhista che, nelle discipline di risveglio del Fiore di Loto a 16 petali,
riconosceranno delle evidenti analogie con le otto regole dettate nel canone
del Nobile Ottuplice Sentiero (Retta Visione – Retta Intenzione – Retta
Parola – Retta Azione – Retto modo di vivere – Retto Sforzo – Retta Presenza
Mentale – Retta Concentrazione). Una tale corrispondenza dimostra che la
luce della Verità risplende identica sempre ed ovunque, a prescindere dalle
differenze di culto, di dottrine, di tradizioni e di culture di cui, come in
transitorie e contingenti parvenze, essa si ammanta per rivelarsi agli
uomini.

Nell’aspettativa di ritrovarci ancora riuniti intorno alla medesima mensa a
condividere il nutrimento spirituale essenziale alla prosperità delle anime
umane, confido nella Vostra partecipazione ai prossimi appuntamenti di


Venerdì 23 Febbraio 2018, alle ore 17,30 presso la Libreria Roma, in Piazza
Moro, 13 (di fronte alla Stazione Centrale).


e di


Sabato 24 Febbraio 2018, alle ore 17,00 presso il Centro di Via Napoli,
329/L (nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso
Fiore).