Il pensiero libero dai sensi

(2^ parte)

SEMINARIO SOLARE ASSOCIAZIONE CASTALIA

Salvati dalle Acque del 28 Ottobre 2017

Il Pensiero libero dai sensi (2^Parte).

“Il vero pensare non può essere il già pensato, o pensiero riflesso e, come riflesso, fissato in parole. Il vero pensare è logicamente l’essere del pensiero, non legato ad alcun determinato pensiero”.

Care Amiche, cari Amici,

la sopra riportata citazione appartiene a Massimo Scaligero ed è estrapolata da una delle sue opere fondamentali, dal titolo “Trattato del pensiero vivente”. Ho inteso proporvela a titolo introduttivo, poiché in quelle poche righe mi è parso di vedere magistralmente concentrato, in una splendida sintesi, il tema che svilupperemo nel nostro prossimo incontro: quello del Pensiero libero dai sensi.

Ricorderete che alla trattazione della prima parte di questo tema, abbiamo riservato l’ultimo incontro tenutosi prima dell’interludio estivo. Al termine di quell’appuntamento, ci si ripromise di ritornare sull’argomento, poiché, data la sua complessità e vastità, una sola serata sarebbe stata insufficiente a delinearne un profilo completo ed esauriente. Ovviamente, in questa sede non è il caso di ripetere pedissequamente i principali contenuti esposti in quell’incontro, poiché chi ne abbia smarrito la memoria potrà sempre recuperarla consultando la nota di presentazione dell’incontro del 15 Luglio scorso. Da essa si potrà ricavare un primo approccio, già tentato in quell’incontro, alla natura ed all’essenza del Pensiero libero dai sensi, inteso come straordinaria modalità del pensare completamente svincolata dalla vita dei sensi, dagli influssi dei processi organici in movimento nel corpo fisico materiale, da tutti gli effetti derivanti dai dinamismi fisiologici in atto nella sostanza nervosa.

Questa indipendenza del Pensiero libero dai sensi dai processi biologici che si svolgono nelle profondità del nostro organismo, lo fanno profondamente diverso dalla ordinaria modalità di pensiero alla quale siamo abituati nella vita quotidiana. Come dice Scaligero nella sopra riportata citazione, “il vero pensare non può essere il già pensato o pensiero riflesso fissato in parole”. Il pensiero libero dai sensi, il vero pensare, cessa di essere tale nel momento in cui si inserisce nei circuiti cerebrali, per diventare pensiero già pensato. Ancora di meno è libero, quando questo pensato si traduce in formulazioni mentali e si esprime in parole del linguaggio comune.

Ma che senso ha parlare di pensiero che si inserisce nella sostanza nervosa dei circuiti cerebrali? Forse che il pensare non viene partorito dal cervello? E’ mai concepibile un’attività pensante che si possa svolgere al di fuori dell’organo cerebrale? Le neuroscienze negano recisamente una risposta affermativa a questo quesito, respingendo a priori ogni possibilità di attività di pensiero autonoma dalla sostanza cerebrale. Per le scienze specializzate nello studio del complesso cerebro-mente, non esiste facoltà di pensiero, in assenza di attività biologica del cervello. Negando così il presupposto fondamentale del pensiero libero dai sensi: quello di sussistere e mantenersi al di fuori dell’orbita della fisicità. Perché è solo in base a questa autonomia dal corpo, che il pensiero può trasformarsi nel più formidabile strumento d’indagine delle realtà spirituali, in quanto esso stesso realtà spirituale.

In quello stato di liberazione, il pensiero si trasfigura in un essere spirituale autonomo, dotato di un tale eminente grado di creatività, da renderlo artefice di sublimi intuizioni: quelle che sono all’origine delle invenzioni scientifiche che segnano un’epoca, delle immortali creazioni del genio artistico, della fondazione di nuove scuole di pensiero, di correnti culturali che incidono nella sostanza del tessuto sociale umano. Tuttavia, tutti questi prodigi, altro non sono che il risultato di un processo di discesa del pensiero nella sfera umana che si esaurisce nella mente. Quando se ne raccolgono i frammenti in forma di brillanti intuizioni e di idee che cambiano il mondo, l’essere pensiero spirituale è già decaduto dal suo originario stato cosmico-divino, per essere afferrato cerebralmente e materializzato sul piano delle concezioni scientifiche, artistiche, culturali, sociali, ecc. La sua totale e definitiva liberazione, esso la ottiene quando l’organo cerebrale con il quale interagisce durante la vita terrestre, si decompone con la morte. Tuttavia, non cessando di fecondare la sfera terrestre, anche dopo il suo distacco da essa, con immaginazioni, ispirazioni ed intuizioni generosamente donate ad asceti del pensiero capaci di farsene degno ricettacolo.

Fino a quando non sopravviene la morte del corpo fisico materiale, infinite sono le morti e le rinascite a cui si sottopone il pensiero libero dai sensi. Muore incessantemente nel pensato irrigidito e sclerotizzato della miriade di pensieri che affollano ogni giorno la nostra mente. O nel pensato dell’ingenuo uomo d’intelletto che, pensando per schemi mentali razionali, crede illusoriamente di edificare la conoscenza, ignorando di armeggiare con i residui cadaverici del “vero pensare”.

Altrettanto incessantemente, tenta di rinascere in rari sperimentatori spirituali, che si sforzano di rianimarlo per via di un’ascesi del pensiero, praticata con la meditazione. Meditazione che afferra il suo vertice e corona i suoi sforzi, quando il pensiero, da incerto e tremolante barlume riflesso nella sostanza cerebrale, ritorna a fluire nell’originaria corrente di Vita dalla quale eternamente scaturisce: la vera Vita imperitura che scorre nel nostro corpo eterico come fonte rigenerante, opposta alle forze di consunzione e di morte della natura terrestre. Perché il pensiero libero dai sensi è vera fonte di vita. E’ esso stesso vita infusa nella materia che rianima dalla sua inerte passività. Ed alla stregua di espansiva e luminosa corrente di vita esso viene percepito dagli sperimentatori spirituali negli stadi avanzati dell’alta ascesi. In Oriente questa corrente di vita si chiama prana. In Occidente si chiama “pensiero vivente”: al quale Massimo Scaligero, uno di quegli autentici asceti del pensiero, ha dedicato il superbo ed insuperabile “trattato”, dal quale abbiamo attinto la citazione iniziale.

Care Amiche, cari Amici, in quest’ordine di idee si muoveranno i nostri pensieri nel corso del nostro prossimo incontro. Si muoveranno allo stesso modo dello scalatore che, raggiunta la vetta, procede sulla cresta di cime inviolate, non temendo di avanzare lungo sentieri impervi e dirupi scoscesi. Perché il sentiero della conoscenza, quella vera, è sempre scomodo, impervio e solitario e pochi se la sentono di percorrerlo fino in fondo.

Per quei pochi che siamo, sarà il caso di prenderci per mano e camminare insieme, il prossimo

Sabato 28 Ottobre 2017, alle ore 17,00 presso il Centro di Via Napoli, 329/L (nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso Fiore).

Nella certezza di non procedere da solo e confidando nella Vs. preziosa compagnia, Vi abbraccia affettuosamente il Vs. Michele.