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“AMORE E POTERE”

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Amore e potere.

Introduzione di Massimiliano Italiano

La parola amore è spesso usata senza alcuna ponderazione sul suo vero significato, e altrettanto spesso si sottovaluta l’intento di colui che la pronuncia.

Questa manchevolezza si traduce in una svalutazione del suo vero significato con conseguenze nefaste per il nostro animo, che, per natura, è perennemente in cerca d’amore invece che di materia.

Sento pronunciare spesso la parola amore verso amicizie, figli, mogli, mariti, animali, ma anche verso cose inanimate come ad esempio un’automobile. Raramente , forse mai, verso qualcosa di estraneo che non si possiede. E’ dunque l’amore un espressione di potere? O liberamente incondizionato e gratuito? Se fosse così dovremmo amare altrettanto i nostri nemici come diceva Cristo e ammirare la natura senza deturparla, non ammazzarci tra noi e non fare guerre. Ma sappiamo che le cose nel nostro mondo vanno diversamente, non solo rivalità tra governi e grandi poteri economici ma anche nella nostra vita di ogni giorno. Facciamo del male anche nel nostro piccolo mondo privato, almeno che non lo possediamo o ci illudiamo di possederlo per superare la nostra solitudine. In tal caso, lo chiamiamo amore. Si è data così una libera interpretazione all’amore, financo a giustificare lo stesso odio per essa. Esistono naturalmente molti modi di intendere l’amore, non solo verso gli altri o a volte anche in maniera patologica verso se stessi, ma anche verso una forma ideale di vita, verso un’arte o una passione o nel dare se stessi senza riserva alcuna per una fede.

Ma quel nominare senza ponderatezza la parola Amore non fa altro che inflazionare il suo vero significato, la sua vera essenza. Così tutti siamo amore, tutti siamo cari, tutti siamo fratelli. Ma il tradimento porta però alla sfiducia dell’altro, al non considerare più l’amore nel suo vero intrinseco significato ma nel suo intento speculativo; poichè si sa l’uomo acquisisce per esperienze e associa poi l’amore al tradimento e alla falsità, alimentando a catena “la materia” che oggi ha preso il sopravvento sul nostro animo.

Per questa ragione, l’amore è diventatato strumento di potere. Chi non ottiene con la violenza, condannata senza appello da tutti, almeno in apparenza, ottiene più facilmente il convincimento dell’altro usando “la magica parola” che suscita un sentimento incontestabilmente giusto. Chi avrebbe il coraggio di condannare un gesto d’amore? Nessuno vero!

Del resto, nel libro di Siracide trascritto nella Bibbia, sull’amicizia è scritto “ Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti”. Ma altrettanto, Il Cristo consigliava di guardarsi bene da chi ti porta lode e vanto. Ciò che realmente conta, dunque, è sempre l’intento. L’amore è oggi oggetto di speculazione e strumento di potere. Molta corruzione e ipocrisia è emersa proprio dalle gesta di chi ha predicato amore: religione e potere politico, ma anche da parte di chi ci sta intorno, come prima detto. La parola amore, e si badi parola non essenza, per conquistare e celare i veri intenti di potere.

Anche l’oggetto di un sincero amore è spesso bersaglio della speculazione del potere. L’arte, la famiglia, la religione nel suo dogma, per fare degli esempi, sono asserviti e piegati al potere “politico”. C’è un enorme differenza tra dipingere un quadro come libera espressione del proprio animo e dipingere un quadro su commissione con i contenuti di un estraneo. E chi è poi questo estraneo? Qualcuno che ci ha pagato e siamo dunque consapevoli di ciò, o qualcuno che ci fa dipingere una realtà che non è la nostra e quindi inconsapevolmente?  Come altrettanto, c’è un enorme differenza tra una famiglia che si realizza poichè lo impone la tradizione culturale da una fondata sull’amore naturale e libera tra un uomo e una donna.

Ma il fatto stesso che si faccia questa distinzione non può che essere considerato positivamente, poichè sta ad intendere che esiste ancora speranza per qualcuno che crede genuinamente nel gesto d’amore.

Qualcuno ne è consapevole, qualcuno vittima inconsapevole ma comunque onesto nei suoi intenti. Molto di quello che facciamo e diciamo oggigiorno è apparentemente amore, ma a volte è solo formalità, a volte intento di potere e di coercizione. La naturalezza e il sentimento umano sono stati oggettivati dalla Storia e trasformati in elementi di scambio o di potere. Fare del bene in cambio di un qualcosa o per ottenere.

E’ mai possibile generare un corto circuito e ripercorrere il senso inverso di questo processo e passare nuovamente dalla materia all’amore-ideale primitiva animica? Dall’amore potere al potere dell’amore sul nostro vivere-esistenza? Esiste un amore incondizionato? E soprattutto quest’ultimo deve necessariamente passare per il possesso  dal momento che donarsi incondizionatamente implica necessarimente la sua accettazione? Quod me nutrit me destruit.


Sabato 2 Dicembre, alle ore 17,00 presso il Centro di Bari Via Napoli, 329/L (nei pressi del palazzo della Telecom, quasi ad angolo con Via Tommaso Fiore).