corrispondenze triadiche

Care Amiche, cari Amici,

Lunedì 10 Luglio, alle ore 19,00, presso l’Abbazia di Ognissanti di Cuti a
Valenzano (BA), nell’ambito della rassegna culturale Poliorama 2017, sono
stato invitato a tenere una conferenza pubblica intitolata “CORRISPONDENZE
TRIADICHE”.
Vi abbraccia con affetto il Vs. Michele.

Presentazione della conferenza

“L’antica scienza dei numeri ci istruisce che il 3 è il simbolo numerico
della perfezione e dell’equilibrio”.

Esso, in quanto numero primo, decreta la chiusura perfetta e compiuta di un
ciclo diadico: il primo della serie infinita dei cicli numerici. Al 5, al 7
ed al 9, prima potenza del 3, è demandata l’analoga funzione di completare i
cicli successivi, per ricondurre ciò che è duale all’originaria compiutezza
dell’UNO.
Questa superlativa funzione del 3 di ripristinare l’equilibrio e di
completare l’incompiuto, viene attestata dal significato simbolico ad esso
attribuito da molteplici tradizioni sacre.

I saggi Druidi celti vi intravvidero la triplice manifestazione della
suprema divinità nei suoi tre attributi fondamentali: Forza, Saggezza ed
Amore. La Grande Triade cinese colloca l’Uomo al centro del mondo, laddove
Cielo e Terra costituiscono le due realtà entro le quali assolve alla sua
funzione di mediatore cosmico. Su di un superiore piano dell’Essere, analoga
funzione viene assegnata al Figlio nel contesto della Trinità cristiana che,
assunta nella sua valenza esoterica, identifica gli altri due vertici del
Sacro Triangolo, con il Padre e con la Sophia, la Santa Sapienza,
complemento femminile della Divinità, teologicamente dissimulata nelle
sembianze dello Spirito Santo. Identico schema triadico viene ricalcato
dalla Trimurti della tradizione sacra indù, che venera l’Assoluto
manifestato nel suo aspetto creatore (Brahma), nel suo aspetto preservatore
(Vishnu) e nel suo aspetto distruttore (Shiva). Se dal versante sacro ci si
sposta in ambito squisitamente mitologico, particolare risalto viene
accordato al numero 3 dal mito greco delle 3 Parche, delle 3 Furie e delle 3
Grazie. E non sarebbe affatto arbitrario supporre che lo stesso Dante abbia
potuto attingere a siffatte fonti eminenti, la vena ispiratrice della sua
Commedia, le cui fondamenta compositive si sostengono sul numero 3. Ternaria
è la ripartizione dei versi della Commedia; 3 sono le Cantiche (Inferno,
Purgatorio e Paradiso); 3 sono le Guide che lo conducono nell’Oltretomba
(Virgilio, Beatrice e Bernardo); 3 sono le prime creature animali in cui
s’imbatte all’inizio del suo viaggio oltremondano; 3×3=9 sono i gironi
infernali; 3×3=9 sono i cieli paradisiaci, ecc.a non occorre ascendere a così eccelse vette spirituali, per contemplare il
fitto e cospicuo assieme di corrispondenze triadiche di cui è pervasa la
creazione, poiché la nostra stessa esistenza di esseri terrestri è
quotidianamente improntata al 3, dovendosi dispiegare all’interno dello
spazio a 3 dimensioni, ove tutto, ineluttabilmente, deve possedere una
larghezza, una lunghezza ed un’altezza. E non solo lo spazio fisico
tridimensionale, ma la stessa essenza umana è articolata secondo modalità
triadica. L’uomo, considerato nella sua compagine integrale, è
strutturalmente costituito di 3 parti: Corpo, Anima e Spirito.

E nell’ambito di ogni singola parte, la scienza spirituale è in grado di
distinguere un’ulteriore tripartizione costitutiva. Alla luce dell’indagine

sovrasensibile, Corpo, Anima e Spirito umani, non sono da intendersi come
entità monadiche, bensì triarticolate. Ragion per cui non ha senso parlare
di Corpo, di Anima e di Spirito, bensì di Triplice Entità Corporea, di
Triplice Entità Animica e di Triplice Entità Spirituale.

Queste conoscenze, ormai quasi del tutto sepolte ed obliate sotto le macerie
del tempo, continuano, tuttavia, a parlarci attraverso il linguaggio
simbolico dell’architettura sacra, retaggio sapienziale sopravvissuto al
naufragio delle antiche conoscenze, grazie all’opera degli Adepti dell’Ars
Muratoria che ce lo hanno tramandato nei secoli. Le monumentali
testimonianze delle misteriose corrispondenze triadiche intercorrenti fra
l’essere umano e le sacre vestigia del passato quali cattedrali, basiliche,
abbazie e monasteri, perpetuano nei secoli la segreta simbiosi fra il tempio
umano dello Spirito ed i suoi simulacri in pietra, edificati dall’antica
Scienza dei Magistri Lapidices.

Non fa eccezione quel gioiello di pietra viva, “viva” in tutti i sensi,
incastonato nell’agreste ordito di Ognissanti di Cuti. La sua evidente
struttura triforme allude in maniera visibile alle anzidette corrispondenze
triadiche. Meno visibili ed evidenti sono, invece, gli elementi gelosamente
custoditi, diremmo quasi nascosti, negli anfratti del manufatto, che
sussurrano all’intendimento dell’avventore distratto i segreti messaggi
discretamente trapelanti dalle sue mura silenti.
Dare voce a quelle mura per scoprire quanto avrebbero da rivelarci, sarà il
compito della conferenza intitolata: “Corrispondenze Triadiche”.